Chi sono

Questa è la mia storia: perché e come faccio questo mestiere. Chi cerca i miei titoli, credenziali e specializzazioni li trova nel mio curriculum formale; è un po’ più noioso, ma esauriente.

Da bambina volevo fare un lavoro creativo.

È una fortuna, quando da piccolo già sai cosa vuoi fare da grande. Io sapevo precisamente cosa non volevo: scrivanie, leggi e numeri. Volevo fare un lavoro creativo, nel senso di creare, generare.

Mi appassionava conoscere il processo creativo delle opere d’arte fatte di immagini e di parole.

Specialmente quel lavoro interpretativo: cosa vuole dire l’autore? Qual è il senso?

Il mondo romano della psicologia

Mentre terminavo gli studi classici, con le domande di molti giovani e senza grande cognizione sul futuro, cominciavo a entrare nel mondo romano della psicologia

Ho avuto la fortuna e l’intuito di orientarmi verso una sensibilità psicologica molto transdisciplinare.

Ho scoperto il piacere dell’esplorazione in aree di confine del sapere, le periferie del mondo, interno ed esterno. È un continuo sconfinamento tra i perimetri delle scienze umane e di quelle sociali.

Nel mio caso, ad esempio, ho dedicato molti anni di lavoro universitario all’intervento psicosociale nei quartieri della capitale e nelle periferie, una tesi magistrale sulla riqualificazione urbana e una di specializzazione sulla funzione politica della psicoanalisi

Diverse esperienze, un mestiere

È un approccio che ti porti dentro tutta la vita: non puoi crescere professionalmente se non cresci anche umanamente.  Così ho lavorato in molti contesti differenti.

Alcuni più tradizionalmente clinici (come il lavoro nel sociale e nel mondo della disabilità a scuola e in famiglia), alcuni più legati al mondo della formazione e della consulenza organizzativa.

Altri ancora sono stati il risultato dell’invenzione e della sperimentazione di metodologie di intervento psicoanaliticamente orientate in contesti che di psicoanalisi non avevano mai sentito parlare (come lo sviluppo locale e il mondo della progettazione partecipata).


Mi ha aiutato molto la possibilità di pubblicare articoli su queste esperienze e di discuterne tra colleghi.

Oggi

La psicoterapia ed il lavoro di consulenza, che mi impegnano per la maggior parte del tempo, ereditano tutta questa complessità di sguardi.

Ogni volta che mi siedo di fronte a qualcuno non ci sono protocolli da applicare o tecniche da riprodurre, c’è la specificità di quell’incontro ed uno sviluppo tutto da costruire. Ecco la creatività, ci sto riuscendo.

Qui leggi il curriculum formale.


La copertina di questa pagina è una reinterpretazione di un autoritratto di Friedl Dicker-Brandeis.
Le immagini che utilizzo nel sito per le pagine sono tutte di opere di artiste morte più di 70 anni fa e quindi non più coperte da diritto d’autore. Nei credits spiego questa scelta.